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COLLABOR/AZIONE: L'INCONTRO DEL 18 OTTOBRE DI BANCO FARMACEUTICO

Non una cronaca, ma alcuni spunti di riflessione sull'incontro che si è tenuto lo scorso 18 ottobre presso la Casa di Accoglienza Enzo Janacci e dove Banco Farmaceutico ha messo a tema il “farsi ponte” che i banchi rappresentano.

Vi vogliamo sottoporre alcuni spunti e riflessioni su quanto avvenuto nel corso del Convegno organizzato dal Banco Farmaceutico lo scorso 18 ottobre. Prima ancora dei contenuti è una sorpresa varcare l'ingresso della Casa di Accoglienza Enzo Jannacci di viale Ortles a Milano e trovare alcuni ospiti che accolgono e indirizzano i partecipanti all'interno di questa storica e importantissima struttura milanese. Una scelta non casuale e non solo tra i beneficiari dell'attività di Banco Farmaceutico, ma in quanto paradigmatica di quella collaborazione tra istituzioni, realtà profit e no profit che è uno dei punti focali del convegno Collabor/Azione.
Il punto di partenza della giornata è l’esperienza dei “banchi” e di Banco Farmaceutico in particolare, definita dalla capacità quotidiana di mettere in relazione il mondo delle aziende e il mondo degli enti assistenziali, profit e non profit, nella condivisione del bisogno in cui emerge la possibilità di risposta: tutto questo avviene per un tipo di esperienza umana che dimostra come una risposta concreta possa alimentare comportamenti sociali virtuosi e tenere insieme periferie tra loro distanti.

Nel suo intervento Pierfrancesco Majorino sottolinea che occorre ridare alla parola sussidiarietà il giusto significato, perché oggi troppo spesso la si intende come sinonimo di "tappabuchi", mentre nel rapporto tra pubblico e privato no profit soprattutto oggi che le risorse scarseggiano è necessario creare delle relazioni positive e sinergiche che consentano al singolo di sostenere il bisogno dell'altro.
Bernard Scholz introduce in questo sistema le realtà profit, sottolineando come il contributo sociale di un imprenditore non è relegato al "momento della carità", ma è intrinseco nel suo ruolo: un'impresa che opera in un territorio è per il fatto stesso di esistere opera sociale oltre che economica.

E tra gli spunti che "portiamo a casa" da questa mattinata vorremmo terminare con quanto affermato da Paolo Gradnik: "l'esperienza del Banco Farmaceutico ha cambiato il mio modo di rapportarmi e di svolgere il mio lavoro di farmacista".

In questa semplice frase è probabilmente contenuto tutto il "segreto" del metodo banco, un ponte che mentre costruisce la risposta a un bisogno costruisce l'uomo che lo compie.